lunedì 26 settembre 2011

PAOLIN PAPERIN (papero triestin) - TORNA IL DISNEYAN-PATOCO!

Bonaserada a tuta la mularia mata che passa de qua.

Oggi vi propongo un altro po' di "Disneyan-patoco", ovvero quel mio personalissimo filone fumettistico-casinistico dedicato al mondo di Walt Disney, rivisto però in chiave patoca, per l'appunto, cioè in salsa tutta triestina, a mo' di scherzosa ed affettuosa parodia.






Per iniziare, vi offro una vignetta (quella qui sopra)... un pupolotto dal sottoscritto pupolato ier sera, circumcirca domenica 26 settembre 2011 (come sempre, cliccando sui pupoli vengono fuori le immagini a grandezza normale). Lui è per l'appunto  Paolin Paperin, papero triestin (da non confondere con il suo famoso imitatore americano). Triestin paperatoco verace, amante dele bele mule paperose, del vin Paperlot, della jota paperina e della paperciva.


Oltre al pupolo, vi posto anche alcune mie scemate video in tema... delle mie imitazioni "patoche" di Paolin Paperin, caricate su Youtube qualche tempo fa. Prendete i pupoli ed i successivi video per quello che sono, cioè delle semplici goliardate homemade. Nulla di irrispettoso o cattivo verso un personaggio immortale della fantasia che io, come milioni di altre persone al mondo, stra adoro!







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Ala prossima, mulete e muloni...


    René

giovedì 22 settembre 2011

GRUSS AUS TRIEST (Pupolo asburgico by René)

Fino alla fine della Grande Guerra '15-'18, la città di Trieste fu per secoli sotto dominio austriaco.
La Corona Asburgica lasciava molta libertà ai territori nostrani, permettendo ben tre lingue (anche l'italiano, senza problemi) e religioni di qualsiasi culto (a Trieste vi sono vari culti che coesistono insieme).
L'aquila bicipite garantiva inoltre un'ottima potenza, anche e soprattutto economica.

Ovviamente gli irredentisti (e chiunque propagandasse per l'Italia contro l'Austria) non erano ben visti.

Qui di seguito un mio pupolo scherzoso (clichè sora el stesso pe' vederlo grando), dove due madri dell'alta borghesia triestina sculacciano i figli, rei di aver preso in giro, con la loro innocenza infantile, l'Aquila a due teste (soprannominata per l'appunto, in dialetto, in maniera sbeffeggiante, la Galina con do' teste!), simbolo degli Asburgo. :D

Fioi e colombi...

   
        René


mercoledì 14 settembre 2011

PUPOLI MIEI, IN TEMA "DISNEYAN-PATOCO" - SECONDA ANTEPRIMA "LA CAVALA ZELANTE"!

Buondì a todos...

Vi ricordate l'anteprima del mio fumetto (ancora in lavorazione) dedicato alla mitica "Cavala Zelante" (quella della celeberrima canzone di Pilat)?

Ne avevo parlato qui: struchè qua per veder na cavala che la camina zelante 

La lavorazione del fumetto, come detto poco più sopra, procede ancora (a rilento, ahimé... il tempo libero è quello che è)... però, vi voglio postare un'altra anteprima... tale anteprima ci mostra un giovanissimo Paolin Paperin (papero triestin... ovviamente!), mentre tenta di convincere un restìo Piedidolci, ovvero la Cavala Zelante, a camminare senza "strassinarse col cul". Impresa impossibile, come fa notare lì vicino l'altro protagonista della storia, Topolin Morbin. 

L'ambientazione è un colle di San Giusto ancora rurale, dove i resti romani giacciono sepolti sotto casupole, catapecchie ed orticelli vari. Infatti, siamo in pieno 1933, ed appena nell'anno successivo partiranno i lavori di demolizione (previsti dal Piano Regolatore del 1926), che riporteranno alla luce gran parte dell'antica Tergeste romana, sita sotto le case medievali ed ottocentesche della Cittavecchia di allora.

I personaggi, come specificato nell'altra anteprima, linkata più sopra, sono quelli classici Disney, stile anni '30... con l'unica eccezione, però, che questi sono degli alter-ego patochi... una parodia "ala triestina". Il "Disneyan-patoco", per l'appunto!

Inoltre, il linguaggio di Topolin Morbin e Paolin Paperin, come noterete, è un dialetto triestino "strano"... difatti, per rendere appieno l'atmosfera "patoca" dell'epoca, userò un vernacolo triestino ormai desueto da decenni, ma che negli anni '30 ancora si parlava abbastanza tra il popolo. Un dialetto triestino antico, residuo ottocentesco, che resisterà ancora qualche anno per poi lasciar spazio a nuovi termini derivati dall'italiano moderno (il dialetto triestino che si parlava ancora fino a 70-80 anni fa circa, era il dialetto puro, mescolato con termini in lingua tedesca, che si parlava da quando Trieste era ancora asburgica). Appena il fumetto sarà ultimato, non mancherò di postarlo qui aggiungendo un mini dizionario completo, contenente il significato preciso in italiano di questi termini dialettali antichi, inseriti nel fumetto.
Intanto, posso dirvi che, ad esempio, la "zidela" citata in questa seconda anteprima non è altro che la "pillola medicinale", mentre per "siori tapadi in gringola" s'intendono i ricchi eleganti, quelli vestiti per bene, con abiti di lusso. Infine, per "meca" s'intende una persona (o animale, in questo caso) pasticciona.

Allora... sperando di farvi cosa gradita, e sperando di finire presto il fumetto intero (non sarà lunghissimo), ecco la seconda striscia (per visualizzarla a tutto schermo, cliccateci sopra... tipo "struca boton, salta macaco"):


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Alla prossima, ciauuuu.


    René

domenica 11 settembre 2011

LORENZO PILAT, L'ANIMA DI TRIESTE

Buondì a tutti

Ho deciso di dedicare uno spazio di questo mio modesto blog a colui che considero (e non credo di essere il solo) la vera, grande anima di Trieste. Forse l'ultima, ahimé, poiché i più grandi tra musicisti, ed in generale vari personaggi di questa nostra bellissima città, sono ormai scomparsi... Luciano Bronzi e Lelio Luttazzi, ad esempio (mi riprometto di riservare uno spazio pure a loro, in futuro), ma anche personaggi come Angelo Cecchelin, grandissimo comico ormai lontano nel tempo, ma tuttora presente nei cuori di tanti triestini, giovanissimi compresi!

Dicevo, l'anima di Trieste... lui, Lorenzo Pilat!
Chi non lo conosce, a Trieste? Da ormai quasi quarant'anni, Lorenzo ci delizia con la sua triestinità patoca DOC espressa attraverso la sua bellissima e potente voce e la sua gradevole musica.
L'unico, indiscusso Re della canzone dialettale triestina. E soprattutto un grandissimo compositore di livello nazionale ed internazionale. Difatti, sto parlando di colui che negli anni '60 e primi '70 era conosciutissimo sia col nome d'arte "Pilade", sia col suo cognome, Pilat, con il quale veniva associato assieme ad altri due ottimi autori di canzoni, Daniele Pace e Mario Panzeri.
Come Pilade, vinse il primissimo Festivalbar ad Asiago nel 1964 (fu lo stesso Patron della manifestazione, l'indimenticato Vittorio Salvetti, a dargli questo soprannome artistico), battendo cantanti già affermati come Bobby Solo. Successivamente entrò nel Clan di Adriano Celentano, divenendo uno dei cantanti di punta dello stesso. Nel 1968 incise anche un brano, "Un po' di vino", in duetto con il molleggiato. 
Sempre come cantante, partecipò a ben tre Festival di Sanremo, nel 1966, nel 1968 ed infine nel 1975.
Assieme a Pace e Panzeri, scrisse alcune memorabili pagine della canzone melodica italiana e non. Ricordo alcuni successi come "Nessuno mi può giudicare" ("Sanremo '66", nell'interpretazione di Caterina Caselli e Gene Pitney), "Quanto è bella lei" (vincitrice di "Un disco per l'estate '72", nell'interpretazione di Gianni Nazzaro), "Vino amaro" (sempre per Gianni Nazzaro), "La rosa nera" ("Canzonissima '68, nell'interpretazione di Gigliola Cinquetti), "Alle porte del sole" (vincitrice di "Canzonissima 1973", nell'interpretazione di Gigliola Cinquetti. Portata anche in giro per il mondo, in lingua inglese, nell'interpretazione di Al Martino)... ed all'estero "Stranger to step into my world" (cantata da Engelbert Humperdinck... è la versione inglese di "Romantico blues", dello stesso autore), "Love me tonight" (cavallo di battaglia del grande cantante gallese Tom Jones).

A Trieste, non vi è triestino che almeno una volta non abbia canticchiato, assieme alle canzoni popolari triestine, anche le composizioni dialettali di Pilat. Esse ci accompagnano da quattro decenni in ogni occasione conviviale, come feste, sagre, picnic, passeggiate, scampagnate, uscite in compagnia, ecc...

Canzoni folkloristiche entrate nell'immaginario nostrano, come "Finanziere", "La Cavala Zelante", "El pie taià", "Adriana", "Lassime star cussì", "Le rose de Trieste", "Giovedì", "Trieste piena de mar", "Torno a Trieste"...

Senza dimenticare classici motivi del nostro folklore, riarrangiati e reinterpretati da Pilat in chiave folk-rock (ma senza snaturarne le impostazioni stilistico-melodiche, e le atmosfere originali). Parlo di pezzi storici ed amatissimi da sempre come "L'Omo Vespa", "El Tran de Opcina", "Una fresca bavisela" (di questa ne parlai già qui: struché el boton per far saltar el macaco ), "De Trieste fin a Zara", "Bertolin", "Ancora un litro de quel bon", "Viva l'A e po' bon", "Vinassa Vinassa", ecc... 

Questo omone, alto quasi due metri, e 73 primavere sulle spalle, portate magnificamente, da anni ci regala tantissime belle serate, esibendosi perlopiù in sagre, ma anche in varie manifestazioni di vario tipo, prima fra tutte un annuale Recital Live che si tiene nella prestigiosa cornice del Teatro Politeama Rossetti di Trieste, di fronte ad una folta platea di ben tre generazioni.

Io stesso mi onoro di conoscerlo da quasi trent'anni esatti! Ero piccolissimo, allorquando nei primissimi anni '80 mio nonno (bona lama! :D ) invece di portarmi ai giardinetti, mi portava, spesso e volentieri, nelle osterie! E nelle osterie non era raro trovare il buon Lorenzo, mentre chitarra alla mano, arpeggiava tanti motivi dialettali e cover di successi americani ed inglesi, assieme ad amici. Mi prese in simpatia, e mi insegnò alcuni accordi, ricordandosi poi di me quando mi vedeva sempre presente (assieme ai miei) ai suoi numerosi concerti live in giro per Trieste e dintorni. 
Una volta, nel torrido agosto del 1988 durante una storica "Sagra dela Sardela" (quella vera, che si svolgeva sulle rive tra il vecchio Magazzino vini e la Pescheria Centrale, e che, purtroppo, dopo tanti anni, terminò nel 1989), mi alzò in piedi sul palco, di fronte ad almeno 2000 e passa persone, facendomi cantare una canzoncina (mentre lui, assieme alla sua orchestra, i mitici "Billows '85", mi accompagnava con la sua inseparabile Fender Telecaster bianca).
Lorenzo, mi conosce come "Renato, quello dei pupoli"... poiché sa benissimo della mia passione per il disegno. Passione praticata a livello puramente amatoriale. Anche lui, nel suo piccolo, ama disegnare. Insieme condividiamo questa passionaccia sfrenata per il disegno, in generale, e soprattutto per i fumetti.. in particolare quelli di Walt Disney, e Tex Willer (Sergio Bonelli Editore).
Ricordo una piacevolissima chiaccherata in un bel pomeriggio assolato d'inizio primavera del 2009, in Piazza Foraggi (tra l'altro, era presente anche il suo terzogenito, Riccardo). Tutti e due a parlare prevalentemente di fumetti... e di un'altra passionaccia nostra... quella per il grandissimo Elvis Presley.


La passione per "The King" Elvis Aron Presley, la condividiamo assieme ad un altro comune amico: Bruno Pause (che segue questo blog... colgo l'occasione per salutarlo caramente). Bruno, è senz'altro il più grande collezionista di dischi elvisiani in tutt'Europa. Solo di Elvis, tra vinili, cassette, cd, memorabilia, ecc. , possiede qualcosa come 9000 pezzi (così mi pare di ricordare, spero di non sbagliarmi). Alcuni rarissimi e di valore inestimabile, come il picture disc denominato "Laurel & Hardy" (perché l'immagine sul vinile è una simpatica istantanea dei due immortali geni della comicità). Dico "solo di Elvis", perché il numero sale di brutto se si contano anche la discografia completa, ufficiale e non, di Johnny Cash, Jerry Lee Lewis, e vinili e non di tantissimi altri cantanti famosi. Inoltre, Bruno colleziona anche mille altre cose... è un personaggio! Simpatico, gentile, alla mano... nei primi anni '80 conduceva ad una radio locale il programma musicale "Alto livello". Ogni fine mese una puntata speciale di questo programma era dedicata a Trieste, ed era intitolata "Trieste dal vivo". Come da titolo, in queste puntate "patoche" venivano invitati numerosi artisti triestini, come Uccio Augustini, Luciano Bronzi... ed in una di queste puntate (che spero un giorno riveda la luce) fu invitato anche Pilat, sempre con la sua chitarra appresso. Un'ospitata come sempre scoppiettante, ricca di aneddoti ma soprattutto di esibizioni live, compreso uno dei suoi cavalli di battaglia: "Mule Skinner Blues", ovvero "Il Blues del mandriano". Da sempre un ottimo esempio di virtuosismo vocale del nostro.

In codesto blog, cercherò di ripercorrere, un po' per volta, tutta la sua storia artistica tramite fotografie rare, documenti storici particolari, video, ma soprattutto tenterò, per quanto possibile, di catalogare per bene tutta la sua carriera, riportando aneddoti, curiosità, canzoni conosciute e sconosciute, ecc. ...

Il tutto suddividendolo cronologicamente per blocchi d'annate, senza una continuità precisa (nel senso che in un blocco potrei trattare degli anni '70, ad esempio, mentre in quello successivo potrei saltare o all'indietro, negli anni '60, o in avanti negli anni '80, '90 e 2000).

Insomma... una specie di mini biografia-guida virtuale (e possibilmente definitiva, il più completa possibile), per il fan sfegatato, ma pure indirizzata all'eventuale appassionato ricercatore storico-musicale, e/o al semplice curioso di passaggio. 
Tra le fonti che consulterò per fare ciò, sicuramente vi è il sito della Siae. Quest'ultimo, utilissimo soprattutto per recuperare titoli di canzoni composte da Lorenzo, ma mai eseguite e/o incise.

Per adesso mi fermo qui, lasciandovi con una dedica fotografica al sottoscritto, ed il videoslide di uno dei suoi pezzi dialettali più conosciuti, la classicissima e sempreverde "Finanziere" (pezzo del 1978, composto assieme al cantautore Toni Damiani. Narra di una famiglia che va nell'ex Jugoslavia a far la spesa spicciola, portando qualcosa di contrabbando oltre il confine italiano... ma viene beccata da un infallibile finanziere, il protagonista della canzone, per l'appunto)

A presto!

     René








lunedì 5 settembre 2011

RICORDANDO FREDDIE...

Permettetemi il primo "fuori tema" di codesto blog patoco, per ricordare un Artista con la A maiuscola... Freddie Mercury!

sabato 3 settembre 2011

NONSOLOLIBRI - UN MIO RICORDO ED UN SALUTO

Ci sono stati a Trieste alcuni negozi, e/o attività commerciali in generale che hanno lasciato un segno nel cuore dei triestini. Posti divenuti nel tempo autentici punti di riferimento... come "Beltrame", "Galtrucco", "Orvisi"... tanto per citarne alcuni. Luoghi unici e particolari, e proprio per questo nel corso del tempo essi si sono meritatamente ritagliati degli angoli privilegiati. 

Alcuni di questi negozi sono tuttora esistenti... come la Pasticceria Pirona, frequentata anche da un certo James Joyce. Altri invece hanno chiuso, rimanendo comunque scolpiti nella memoria degli affezionati clienti e/o estimatori.

E' sicuramente il caso di "Nonsololibri", famosa libreria antiquaria, sita in Piazza Barbacan, nel cuore della Cittavecchia, vicino all'Arco di Riccardo. Ma sarebbe meglio chiamarla fumetteria. Infatti Nonsololibri negli anni ha raggiunto grande fama soprattutto nel mondo del fumetto, in quanto fu una delle primissime (se non la prima) fumetterie italiane.



Entrando dentro il piccolo ma ben fornito negozio si poteva subito riscontrare quella calda umanità e cortesia, tipiche delle botteghe del bel tempo andato. Qualità innate nella figura del signor Dario Fontana, il gestore ed uno dei proprietari di Nonsololibri, nonché valente collezionista ed esperto di fumetti ed affini. Da anni, assieme al negozio stesso, un punto di riferimento per appassionati e non.


Nonsololibri, come già accennato poc'anzi, si trovava in Piazza Barbacan, vicinissima alla splendida villa neoclassica "Rotonda Pancera" (tra la fine degli anni '40 ed i primi '50 vi abitò lo stesso sig. Fontana, vicino di casa di mio padre che all'epoca stava qualche piano più sopra, vicino alle soffitte).

Piazza Barbacan... sulla sinistra c'è Nonsololibri, mentre sullo sfondo si può notare l'antico palazzo chiamato "Rotonda Pancera", sulla via del Fontanone, che scende giù sino alle Rive di Trieste.


Uso il termine passato "si trovava", poiché una settimana fa circa, mentre mi trovavo sul luogo con un amico di Bergamo, al quale facevo da Cicerone per la città, mi son trovato davanti ad una scena da colpo al cuore... serrande abbassate, bacheche vuote ed alcuni lapidari foglietti che annunciavano la chiusura per cessata attività.
Inutile raccontare il mio stato d'animo, poiché, specifico, sin dalle prime aperture nell'ormai lontano 1987, fui uno dei più assidui clienti. All'epoca non avevo nemmeno dieci anni... adesso invece sono bello cresciutello, ed anche Nonsololibri mi ha visto crescere, come ha visto crescere tanti muleti, poi diventati muloni, in 25 anni e passa d'attività.
Dopo l'iniziale sgomento, sono andato a cercare in Internet notizie più precise, anche se in cuor mio già immaginavo la chiusura per pensionamento. E difatti questo è il motivo (un bel motivo direi, visto che, purtroppo, tanti storici negozi triestini hanno cessato l'attività a causa della crisi galoppante)... per maggiori particolari potete leggere un bell'articolo del blogger "chemako", qui: fraché qua muli, per veder el post de chemako

Visto il pensionamento, ed augurando tante care cose al sig. Fontana ed alla moglie, volevo un attimino ricordare qualche aneddoto personale.
Mi avvicinai al negozio per la prima volta alla fine di maggio del 1987, una domenica mattina mentre ero a passeggiare con mio papà in Cittavecchia, dopo essere andato a trovare i nonni. Subito mi colpì tra tanti bellissimi fumetti d'antan esposti nelle piccole bacheche esterne, una copertina rossa squillante... si trattava del mitico numero 1 di Topolino libretto (proprio l'attuale giornalino, oramai arrivato oltre quota 2900 numeri), risalente all'aprile del 1949. Un vero e proprio mito per tutti i collezionisti di fumetti antichi!

Io fin da piccolissimo ero già appassionato di disegni e fumetti. Ho sempre disegnato per hobby, ed in questo stesso blog uso spessissimo i miei disegni per illustrare questo o quel tema. Ma da quella "visione", nacque in me anche la voglia di andare a cercare tutti questi fumetti antichi, soprattutto disneyani, ma anche di altri personaggi. 

Qui sotto lo storico numero 1 di Topolino libretto:

Il celebre numero 1 di Topolino libretto (copia originale), dell'Aprile 1949


Questa nuova passione, destinata a rimanere effimera a causa dei costi proibitivi (non per colpa del negozio... in generale i fumetti da collezione, soprattutto Disney anteguerra, raggiungono cifre spesso e volentieri spropositate), fece scattare nel sottoscritto la voglia di saperne di più. E proprio grazie alla sapienza ed alla gentilezza del sig. Fontana, ed alle ristampe (ad un prezzo accessibilissimo) pian piano ho scoperto tutto un mondo nuovo: La bellezza, soprattutto estetica (il primo impatto è questo, aldilà del contenuto più o meno valido) di antichi disegni, copertine maestose d'altri tempi.
Senza contare l'altrettanto meravigliosa scoperta di grandissimi Maestri del fumetto nazionale (come Rubino) ed internazionale (come Barks e Gottfredson).

Un numero anteguerra del Topolino Giornale (anno 1937... una grande annata per il fumetto). Il Topolino Giornale uscì, quasi ininterrottamente, dal 1932 al 1948 (dal '43 al '46 vi fu uno stop a causa della Seconda Guerra Mondiale). Dall'aprile 1949 venne rinumerato dal numero uno, uscendo in formato libretto... ed in quel formato dura ancor oggi, con immutato successo.


Un altro storico numero del Topolino Giornale, risalente agli anni '40


Una veduta interna di "Nonsololibri"

L'angolo dove, alla fine degli anni '80, si trovavano i fumetti Disney anteguerra, ed i normali topolini arretrati. Successivamente questo spazio, come si evince dalla foto, fu occupato dai comics americani.

Area dei libri e delle varie dispense/pubblicazioni varie sui fumetti.


Un bellissimo mondo di strisce a fumetti, tutte coloratissime, dalle trame ben costruite e dall'avventura sempre messa in primo piano. Proprio queste affascinanti storie mi fornirono in seguito l'ispirazione per creare alcune parodie delle stesse, in salsa triestina... il "Disneyan-patoco", già in parte presentato su questo blog: fraché qua se volè cucar ste mie monade


Per pura coincidenza, fui presente un pomeriggio del 1992, quando a Nonsololibri giunse il compianto Sandro Massimini, detto il Re dell'Operetta. Ricordo che arrivò in pompa magna, in pieno stile primo '900, assieme ad una specie di corte dei miracoli. Lui, ben vestito, elegantissimo, con un mantello leopardato ed un cappellone a larga tesa. Un ottimo portamento... sembrava di essere in scena al teatro Verdi o al Politeama Rossetti, proprio durante il Festival dell'Operetta. 
Da Nonsololibri, Massimini cercava delle lamette... non riusciva a trovarne alcune particolari per la propria personale collezione. Ma Nonsololibri, è sempre stata come la fabbrica di Babbo Natale, e dopo una ventina di minuti circa di attente ricerche tra gli scaffali, il noto comico operettistico trovò i pezzi mancanti per la sua collezione.



Senza farla "longa", vorrei ancora ricordare con affetto i bei momenti passati durante gli incontri ufficiali con il pubblico triestino, di note firme del fumetto. Incontri avvenuti a Nonsololibri, nel corso di questi 25 anni.
E soprattutto voglio ancora ricordare le belle bicchierate augurali durante i periodi natalizi.


Con la chiusura di Nonsololibri, non è esagerato dire che Trieste perde un altro importante tassello della sua storia.
Ma nulla, purtroppo, è infinito.
Quindi anch'io, come il blogger chemako, voglio salutare affettuosamente così: Ciao Nonsololibri, e Grazie!

    René